Dott. Francesco Saverio Mari
Dott. Francesco Saverio Mari

Posizionamento Port-a-Cath

Il Port-a-Cath è un dispositivo che consente un facile accesso ad una vena centrale e viene normalmente utilizzato per le terapie (farmacologiche o nutrizionali) a lungo termine. Questo tipo di dispositivo consente di iniettare delle sostanze direttamente a livello di una delle due principali vene che aggettano nel cuore (la vena cava sueriore o la vena cava inferiore) in modo da evitare l'azione lesiva dei farmaci o delle soluzioni nutritive a livello delle pareti delle vene periferiche riducendo il rischio di flebiti e stravasi. Altro importante vantaggio di questo tipo di dispositivi è la facile gestione dell'accesso venoso che può essere utilizzato anche a domicilio.

Il principale utilizzo del Port-a-Cath è la somministrazione di farmaci chemioterapici perchè questo dispositivo consente di preservare il reticolo venoso periferico dall'azione lesiva dei farmaci. In ambito oncologico, il Port-a-Cath ha l'importante vantaggio di dare la possibilità di eseguire una CronoTerapia ossia di somministrare i chemioterapici attraverso una lenta infusione che può durare 24-48 o 72 ore di seguito senza la necessità di un ospedalizzazione, diluendo così nel tempo la quantità di farmaco da infondere per ogni ciclo. Questo consente di ridurre notevolmente gli effetti tossici tipici della somministrazione dei chemioterapici in un unica seduta della durata di qualche ora. Altro importante vantaggio di questo dispositivo è la possibilità di avere un rapido e semplice accesso venoso per un periodo della durata anche di anni.

Il Port-a-Cath è costituito da un sebatoio costituito da una camera in titanio rivestita di materiale plastico o resina alla cui sommità è presente una membrana in silicone e da un catetere di silicone o polisulfone la cui estremità può avere una punta aperta (comune) o chiusa da una valvola (tipo Groshong).

Esistono Port-a-Cath di varie forme e dimensioni in modo da meglio adattarsi alle esigenze sia terapeutiche (monocamera, bicamera, alto flusso, etc.) sia del singolo paziente (pediatrici, a basso profilo, etc). 

La scelta del tipo di dispositivo e della sede di impianto dovrebbe essere frutto di un colloquio tra il medico ed il paziente e quindi se possibile andare incontro alle esigenze di entrambi.

Il Port-a-Cath può essere posizionato in molte sedi incannulando una delle principali vene periferiche e facendo progredire il catetere fino alla vena centrale.

La scelta della posizione di impianto del Port dipende principalmente dalla possibilità di accesso alla vena desiderata e dalla "comodità" della posizione del serbatoio.

Per questo solitamente si preferisce un posizionamento a livello della regione pettorale subito al di sotto della clavicola andando ad incannulare la vena succlavia o la vena giugulare esterna.

Tecnica di Impianto

La procedura di impianto del Port-a-Cath solitamente viene eseguita in regime ambulatoriale in anestesia locale con il paziente leggermente sedato anche se è possibile eseguirla in regime di Day Hospital con un anestesia mista locale più sedazione profonda (paziente addormentato). 

La procedura dura pochi minuti e non è seguita da un importante dolore postoperatorio. 

Il primo passaggio dell'intervento è l'incannulamento della vena profonda scelta per l'introduzione del catetere. Questa manovra può essere eseguita attraverso la preparazione chirurgica del vaso (con una incisione di qualche centimetro) od attraverso una puntura della vena per via percutanea meglio se sotto guida ecografica. Una volta incannulato il vaso verrà introdotto un filo guida metallico sulla cui guida verrà fatto scorrere il catetere fino ad introdurlo nella vena e da lì fino alla vena centrale. Questa procedura di solito viene eseguita sotto guida radiologica in modo da verificare il corretto posizionamento del catetere. Successivamente, verrà preparata una tasca nel tessuto sottocutaneo dove si alloggierà il serbatoio una volta connesso con il catetere. Sarà quindi sufficiente suturare l'incisione della tasca per terminare la procedura di impianto. 

Al termine dell'intevento è sempre importante eseguire una lastra del torace (in piedi) per verificare il corretto posizionamento del catetere e del serbatoio ed anche per evidenziare la possibile presenza di un pneumotorace (aria nella cavità pleurica). Quest'ultima è un evenienza che può accadere se si usano le tecniche percutanee ma che spesso si risolve spontaneamente e non necessita del posizionemento di un drenaggio toracico.

Gestione del Port-a-Cath

La gestione di questo tipo di dispositivi è molto semplice sia per il personale sanitario che per il paziente. Per accedere alla camera e quindi infondere i farmaci nel vaso centrale è sufficente afferrare con due dita il serbatoio e quindi utilizzando uno specifico ago (ago non carotante o di Huber) perforare la cute e la membrana del serbatoio.

Al termine dell'infusione e dopo aver eseguito un lavaggio della camera infondendo della semplice soluzione fisiologica è sufficente estrarre l'ago per terminare la procedura.

E' sempre buona norma disinfettare la cute prima di inserire e dopo aver rimosso l'ago in modo da ridurre il rischio di infezione. 

Nei momenti in cui il dispositivo non viene utilizzato essendo il dispositivo sotto pelle non va gestito in alcun modo ed è possibile svolgere tutte le normali attività quotidiane (sport, docce o bagni caldi, bagno al mare, etc.).

Normalmente il Port-a-Cath andrebbe rimosso quando non più necessario o dopo un periodo di 2-3 anni anche se è possibile lasciarlo in sede per periodi più lunghi. Fondamentale è la "manutenzione" periodica che consiste nel lavaggio della camera ogni 1-3 mesi e dopo ogni utilizzo.

Alcuni pazienti non si sottopongono all'intervento di rimozione per paura o pigrizia ma questo li espone a dei rischi anche significativi di infezioni, sepsi o trombosi. Sarebbe perciò importante farsi rimuovere il dispositivo quando questo non è più necessario soprattutto considerando che l'intervento di rimozione dura pochi minuti ed è eseguito in ambulatorio in anestesia locale.

Prendi un appuntamento

chiama il 

391 7571510

oppure

Clicca qui

 

Francesco Saverio Mari - miodottore.it

Dove trovarmi:

Svolgo quotidianamente la mia attività professionale presso:

Azienda Ospedaliera Sant’Andrea

Via di Grottarossa 1039, Roma

Casa di Cura Quisisana

Via G.G. Porro 5, Roma

Visite, Manometria Anorettale, Riabilitazione del Pavimento Pelvico, Interventi chirurgici, chirurgia e medicina estetica intima.

 

Ambulatorio

Venerdì ore 14.00-20.00 Previo Appuntamento

Casa di Cura Mater Dei

Via A. Bertoloni 34, Roma

Solo Attività Chirurgica

Centro MEDICA

V.le Le Corbusier 39,Latina

Visite, Manometria Ano-rettale, Riabilitazione del Pavimento Pelvico, Medicina estetica intima.

 

Ambulatorio

Martedì pomeriggio  

previo appuntamento

Poliambulatorio Galeno

Via Trento 52, Fondi (LT)

Visite, Manometria Ano-rettale, Riabilitazione del Pavimento Pelvico, Medicina estetica intima.

 

Ambulatorio

Giovedì pomeriggio  

previo appuntamento

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Francesco Saverio Mari