Dott. Francesco Saverio Mari
Dott. Francesco Saverio Mari

La colecisti, nota anche come cistifellea o vescicola biliare, è un organo impari, situato sotto la superficie inferiore del fegato, nella parte superiore destra dell'addome.

Ha la forma che ricorda quella di un pera, lunga circa 10 cm ed adesa con il suo corpo alla faccia inferiore del fegato su cui lascia un impronta, la fossetta cistica. Il corpo prosegue con l’infundibulo nel dotto cistico che mette in collegamento la colecisti con la via biliare principale e quindi con il fegato e il duodeno.

Il suo compito è quello di immagazzinare la bile, prodotta dagli epatociti, che verrà utilizzata durante i processi digestivi.

La bile è un liquido piuttosto denso, vischioso, di color giallo oro prodotto dal fegato.
È costituito da diverse sostanze sciolte in acqua: il colesterolo, i fosfolipidi, che sono un tipo di grassi contenenti fosforo, i sali biliari, che giocano un ruolo importante nella digestione, vari sali minerali e la bilirubina, che deriva dall’emoglobina dei globuli rossi del sangue. I globuli rossi giunti alla fine del loro ciclo vitale, infatti, sono distrutti, ma l’organismo è in grado di recuperare e “riciclare” tutte le sostanze che li compongono. L’emoglobina, che è la sostanza che dal colore rosso al sangue, è riutilizzata e trasformata in bilirubina che dona alla bile il caratteristico colore.

La bile prodotta dalle cellule del fegato è versata in una fitta rete di piccolissimi canali che lo attraversano. Questi canali chiamati “dotti biliari”, si riuniscono in condotti sempre più grandi e, infine, sboccano in un unico canale, il coledoco, che esce dal fegato. Si tratta di una specie d’albero in cui i rami più piccoli si congiungono a formarne di più grossi e, alla fine, si uniscono nel tronco; i medici per indicare questo complesso sistema parlano, appunto, di “albero biliare”.

Il “tronco” di quest’albero è il coledoco che, uscito dal fegato, percorre un tratto d’alcuni centimetri prima di sboccare nell’intestino, dove versa la bile. Prima di terminare, dal coledoco nasce lateralmente un brevissimo tubicino, il dotto cistico, che termina in un sacchetto a forma di pera rovesciata, la colecisti.

La bile prodotta tra un pasto e l’altro è immagazzinata nella colecisti, grazie ad un complesso gioco di piccoli muscoli che funzionano come valvole, dove rimane sino al pasto successivo. Nella colecisti, la bile diventa più densa perché le pareti della cistifellea sono in grado di riassorbire gran parte dell’acqua.

Il cibo, appena raggiunge l’intestino, stimola la produzione di una sostanza, la colecistochinina , che provoca la contrazione dei muscoli della parete della colecisti a la fa svuotare.

La bile, sempre grazie al gioco delle valvole a questo punto è mandata verso l’intestino dove si versa e svolge la propria funzione d’aiuto ai processi digestivi.

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