Dott. Francesco Saverio Mari
Dott. Francesco Saverio Mari

MALATTIA DIVERTICOLARE

Diverticolosi - Diverticolite

La diverticolosi del colon è una condizione comune che affligge circa il 50% della popolazione occidentale entro i 60 anni fino a colpire la quasi totalità delle persone intorno agli 80 anni. I diverticoli sono delle estroflessioni sacciformi della muscosa e della sottomucosa attraverso zone di relativa debolezza dello strato muscolare nella parete del colon (solitamente il passaggio dei vasi). Queste estroflessioni che posso essere considerate come delle tasche a stretto colletto possono formarsi lungo tutto il colon anche se sono molto più frequenti a livello del sigma a causa della maggiore pressione che si genera al suo interno durante la fase di espulsione delle feci. 

Nella maggior parte dei pazienti la presenza dei diverticoli è asintomatica o presenta sintomi sfumati come lievi dolori localizzati ai quadranti inferiori dell'addome e/o modificazioni dell'alvo con fenomeni di stitichezza talvolta seguiti da episodi di diarrea.

In alcuni casi, però, probabimente a causa della presenza di resudui fecali all'interno dei diverticoli (coproliti) ed alla conseguente contaminazione batterica, si assiste a fenomeni infiammatori clinicamente evidenti.

Gli episodi di diverticolite sono caratterizzati da dolore addominale prevalentemente localizzato nella zona dell'infiammazione che di solito è a sinistra in basso e febbre talvolta anche con brivido. Altri sintomi possono essere nausea e vomito, stipsi ostinata o diarrea. Tali episodi possono regredire completamente o complicarsi con la formazione di ascessi intradiverticolari o portare alla perforazione dei diverticolo con peritonite che di solito rimane localizzata alla zona dell'infezione con la formazione di un ascesso extra parietale del colon. Talvolta questi ascessi possono evolvere in fistole con la parete addominale o con organi vicini come intestino, vescica o vagina complicando notevolmente il trattamento dell'episodio acuto. Tra le cmplicanze della diverticolite troviamo anche il sanguinamento dovuto all'erosione dei vasi colici da parte del processo infettivo.

Il ripetersi nel tempo di episodi di divericolite anche in assenza di episodi complicati porta ad una degenerazione della parete del colon con un aumento del suo spessore e perdita di elasticità. Il tratto di colon interessato è solitamente stenotico e difficilmente distensibile. Quelsto alla lunga porta ad un significativo incremento dell'intensità dei sintomi oltre ad un notevole incremento del rischio di complicanze.

La diagnosi della diverticolosi del colon si esegue principalmente con la Colonscopia totale che va eseguita lontano da episodi di infiammazione per evitare il rischio di perforazione. In fase acuta o in quei pazienti in cui non sia possibile o prudente eseguire la colonscopia si è dimostrata molto utile per la diagnosi la TC meglio se anche con Colografia virtuale. 

La terapia medica della diverticolosi è puramente legata al tentativo di ridurre il rischio di episodi di infiammazione acuta. Non esistono ad oggi riscontri scientifici sull'utilità della terapia antibiotica periodica o delle restrizioni dietetiche (no fibre, no verdure con semi, no cibi irritanti) anche se queste posso essere ritenute utili in taluni casi specifici. Recenti studi dimostrano come l'aumento del consumo di fibre e la riduzione dell'assunzione di spezie, alcolici e cibi lavorati si associ ad una relativa riduzione dell'incidenza di episodi di diverticolite.

A causa della sua patogenesi di patologia anatomica, la diverticolosi ha come unico trattamento la radicale l'asportazione chirurgica del tratto di colon interessato dai diverticoli.

Questo tipo di intervento eseguito in fase non acuta ed in assenza di complicanze può tranquillamente essere eseguito in laparoscopia minimizzando il trauma chirurgico per il paziente e garantendo anche buoni risultati estetici. In fase acuta ed in presenza di complicanze è necessario valutare la possibilità di eseguire l'intervento per via laparoscopica caso per caso come pure il rischio di dover eseguire una derivazione temporanea del transito colico (ileo o colostomia di protezione).

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